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Ormai è sempre più in uso celebrare la morte di una persona attraverso un funerale civile con rito laico, al posto della funzione religiosa, per quelle persone che durante la loro vita non sono state vicine alla religione o hanno avuto una visione più laica dell’esistenza.

Come per la cremazione, la persona scomparsa, in vita, dovrebbe lasciare detto o scritto ai propri cari la volontà di essere salutato e ricordato con una cerimonia funebre personalizzata.

La differenza col rito religioso.

I funerali “senza Dio”, pur rimanendo un momento sociale, possono essere cerimonie uniche caratterizzate da spontaneità perché non imbrigliate in un rito codificato. Le persone che hanno amato il defunto quando era in vita, durante il rito funebre laico, possono così condividere insieme pubblicamente il proprio senso di dolore e di perdita facendosi forza a vicenda in modo più spontaneo rispetto al rito religioso. Ognuno può fare un breve discorso ricordando la vita del defunto, i momenti condivisi, gli aneddoti, i ricordi, le storie.

L’ultimo saluto come una festa. In un funerale civile, se il defunto ha lasciato disposizioni precise, è possibile mettere la musica preferita da lui, declamare poesie, mangiare insieme per continuare a condividere il momento doloroso rendendolo meno triste e continuando a farsi coraggio e forza reciprocamente costruendo quasi un’atmosfera di festa.

Dove celebrare un funerale civile.

L’omaggio al defunto può svolgersi in vari luoghi: a casa propria, in un luogo affittato, nella sala del commiato di una casa funeraria, in un giardino privato. Tante sono le possibilità per omaggiare la memoria della persona cara.

Chi celebra un funerale civile con rito laico.

Senza la figura di un prete, chi può celebrare una funzione laica? Questa è la curiosità che nasce nei familiari che si apprestano a dare l’ultimo saluto alla persona cara.

I celebranti laici sono figure professionali che “guidano” i partecipanti attraverso un breve percorso che ricorda i momenti salienti della vita della persona scomparsa e a riflessioni sulla vita stessa e sulla morte. In questo modo si agevola il distacco dell’ultimo saluto.

Possono essere però anche familiari, amici, colleghi della persona scomparsa senza avere avuto una formazione precisa. Lo spirito per celebrare una cerimonia funebre civile dovrebbe essere l’amore sincero verso il defunto e la capacità di tradurre in parole spontanee l’affetto che si aveva per lui o per lei senza riferimenti a preghiere e a testi religiosi di vario credo.

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